Il volontariato di Protezione civile,
divenuto negli ultimi anni un fenomeno nazionale
che ha assunto caratteri di partecipazione e di
organizzazione particolarmente significativi, è fenomeno
nato sotto la spinta delle grandi emergenze verificatesi
in Italia a partire dall'alluvione di Firenze del 1966
fino ai terremoti del Friuli e dell'Irpinia. In
occasione di questi eventi si verificò, per la prima
volta nel dopo guerra, una grande mobilitazione
spontanea di cittadini di ogni età e condizione,
affluiti a migliaia da ogni parte del paese nelle zone
disastrate per mettersi a disposizione e "dare
una mano". Si scoprì in quelle occasioni che
ciò che mancava non era la solidarietà della gente,
bensì un sistema pubblico organizzato che sapesse
impiegarla e valorizzarla. In tal senso, si mossero le
accuse del Presidente della Repubblica Sandro Pertini,
il quale, proprio in occasione del terremoto dell'Irpinia,
denunciò, rivolgendosi alla Nazione, l'irresponsabilità,
l'inerzia, i ritardi di una Pubblica Amministrazione
disorganizzata ed incapace di portare soccorsi con
l'immediatezza che quella sciagura richiedeva.
Lo stesso Presidente rivolgeva un
appello agli italiani, con queste parole:
"Voglio rivolgere anche a voi Italiane e Italiani un
appello, senza retorica, che sorge dal mio cuore..., qui
non c'entra la politica, qui c'entra la solidarietà
umana, tutti gli Italiani e le Italiane devono sentirsi
mobilitati per andare in aiuto di questi fratelli
colpiti da questa sciagura".