CHIESA MADRE MARIA SS. ANNUNZIATA Un monumento di notevole interesse architettonico è la
Chiesa Madre dedicata a Maria SS. Annunziata
realizzata nel 1692, dove al suo interno conserva la statua
di S. Gaetano con il Bambino, la cui opera è di
Filippo Quattrocchi (XVIII secolo).
TORRE FERITORIA Risalente
agli Arabi per la difesa di eventuali
aggressioni e di fronte una torretta,
ancora tutt'oggi esistente, dove
vi è raffigurata
su una lastra di ferro, dipinta a mano,
l'immagine di San Teodoro nelle sue vesti
di centurione romano, il quale passò, secondo
la tradizione, con le legioni da
quel luogo dando origine al primo nucleo dell'antico
San Teodoro.
MONUMENTO AI CADUTI DELLA I° E II° GUERRA
MONDIALE Monumento hai caduti della Prima e Seconda Guerra
Mondiale inaugurato il 20 dicembre 1997, alla presenza oltre che dell'allora
sindaco Franco Antibo, con la Giunta Comunale al completo e di una
stragrande moltitudine di cittadini, anche dell'0norevole Silvestri
e della banda Musicale della Brigata Aosta di Messina.
VEDUTA
PANORAMICA DALLA "SANTUZZA" DEL
MAESTOSO VULCANO ETNA Per la bellisima visuale che si ha sul
vulcano Etna, e sul paesaggio circostante
dove si domina l'intera vallata, la "Santuzza"
è per i santeodoresi "la terrazza sull'Etna".
VILLA COMUNALE
BORGO
GIULIANO Borgo Giuliano fu uno degli otto borghi
rurali costruiti in Sicilia dall’Ente di colonizzazione
nell’ambito
delle leggi Serpieri e Tassinari per
la lotta al latifondo e la tutela dalla
popolazione agricola.
Venne visitato dal Ministro Tassinari
nel settembre del 1940 e inaugurato
simbolicamente dallo stesso nel dicembre
successivo.
Il Salvatore Giuliano del Borgo è un caduto decorato di medaglie
d’oro, ucciso nel 1938 dai ribelli abissini a Zeriba in
Africa Orientale, era nato a Roccella
Valdemone. Il Governo Fascista volle
intestargli il villaggio. Il borgo doveva
svolgere un ruolo di centro di servizio
per le popolazioni delle campagne circostanti,
ma il sostanziale fallimento del tentativo
di riforma agraria ridusse in pochi anni
lo stesso Salvatore Giuliano ed altri
simili in tutta l’isola,
in condizioni di totale abbandono e degrado.
Nello stesso periodo furono costruiti
altri sei villaggi.
DA
VEDERE: nel Parco dei Nebrodi
MONTE SORO (1847 m.)"
E' la cima più alta dei Nebrodi. Si raggiunge tramite una strada asfaltata dal bivio di Portella Femmina Morta (1524 m.), posto sulla s.s. 289 San Fratello-Cesarò.
Dalla vetta del verdissimo Monte Soro si offre un panorama vasto ed indimenticabile: a settentrione la costa tirrenica e le isole Eolie; ad est la Serra del Re che occlude la vista verso i Peloritani; a sud-est l'imponente sagoma dell'Etna che degrada verso la valle del Simeto; a sud la catena montuosa di Monti Erei e ad ovest quella delle Madonie. In una escursione a Monte Soro, è da non mancare la visita al monumentale Acero montano (Acer pseudoplatanus), uno dei più grandi d'Italia (22 metri di altezza e circa 6 metri di circonferenza).
VISITA "ALL'ACERONE" Sempre su Monte Soro, poco distante
alla vette, si trova un monumentale "Acero
Montano",
dalla circonferenza di circa 6 metri
ed un'altezza che supera i venti metri.
LAGO MAULAZZO (1400 m. s.l.m.) Sito alle pendici nord-orientali di
Monte Soro, è un invaso artificiale di circa 5 ettari, realizzato
negli anni '80 dall'Amministrazione Forestale della Regione.
Incastonato nella faggeta di Sollazzo
Verde, ha acquistato notevole importanza sul piano
naturalistico e paesaggistico ed è meta di numerosi escursionisti
e dove si possono incontrare diversi
animali.
LAGO
BIVIERE (1278 m. s.l.m.)
Ricadente nel territorio del comune di Cesarò, il lago ha una superficie di circa 18 ettari e costituisce la zona umida d'alta quota di maggior valore naturalistico della Sicilia, anche per la particolarità del suo popolamento vegetale ed animale.La ricchissima flora è condizionata dalle variazioni periodiche del livello dell'acqua, che determinano una zonizzazione orizzontale della vegetazione in sei fasce, distinte in base alle varie specie dominanti.
La presenza di acqua in una zona montana coperta da foreste di faggio rappresenta, inoltre, un punto di riferimento privilegiato per la vita di numerose specie di uccelli acquatici e per la sosta degli uccelli di passo durante le grandi trasvolate migratorie.
Da segnalare un fenomeno naturale che si
verifica nei mesi estivi, quando le acque del lago si colorano
di rosso per la fioritura di una microalga chiamata scientificamente
Euglena sanguinea. All'interesse naturalistico, il Biviere unisce
indubbi pregi panoramici, circondato com'è da impenetrabili popolamenti
di piante idrofile, dominato da maestosi faggi ed aperto a nord
verso grandiosi paesaggi.
LAGO
DI ANCIPA (944 m. s.l.m.)
Detto anche Lago Sartori. Il lago di Ancipa, bacino artificiale di circa 115 ettari, ricadente nei comuni di Cesarò, Troina e Cerami, originato da uno sbarramento in calcestruzzo lungo circa 100 metri, del fiume Troina (affluente del Simeto) raccoglie oltre le acque del proprio bacino naturale di alimentazione, le acque dei bacini limitrofi.
Essa è destinata principalmente all'uso idropotabile e marginalmente all'uso idroelettrico ed irriguo. La capacità progettuale è di circa 30 milioni di metri cubi, fra le quote di massima ritenuta a 943,70 metri s.l.m. e 909,70 m. s.l.m. di minimo invaso. Venne realizzato intorno agli anni '50 dall'ESE (Ente Siciliano Elettricità oggi ENEL) si trova nel cuore della Sicilia, al confine del Parco dei Nebrodi a circa 5 Km dal paese di Troina. Il lago è inserito in uno splendido scenario paesaggistico (con i suoi 944 m di quota è il più alto bacino artificiale della Sicilia) e ha raggiunto un elevato grado di naturalità, testimoniato dalla presenza di diverse specie animali e di vegetazione forestale.
Il bosco di circa 17 ettari, è situato proprio sulle sponde del lago.
E' raggiungibile da San Teodoro: percorrendo la strada per Troina e poi Cerami e percorrendo un tratto di strada comunale che si diparte dalla strada Statale Troina-Cerami, oltrepassare il paese e seguire le indicazioni per il lago. Oppure, sempre da San Teodoro, si può percorre la circonvallazione si passa davanti al Cimitero e si prosegue fino al Lago di Ancipa.