Articolo pubblicato sul giornale
"LA SICILIA" del 2 luglio 2011 Il
sindaco di Cesarò, Antonio Caputo,
con il collega di San Teodoro, ha
presentato all’Europarlamento un
piano di promozione destagionalizzato
«A Bruxelles il nostro progetto
per tutte le stagioni»
Photo evento
Cesarò. Il sindaco è tornato con
un carico di complimenti e un moderato
ma giustificato ottimismo. I Nebrodi
che è andato a "vendere" a Bruxelles
con il collega di San Teodoro, sono
proprio piaciuti. Questione anche
di profumi, non ci sono dubbi. E
se si tratta di profumo di provola,
di caciotta, di salumi fatti con
il suino nero, allora non c'è mistero.
A Bruxelles, a eurodeputati e giornalisti,
questa roba è piaciuta un sacco.
«Siamo andati lì - racconta Antonio
Caputo che è sindaco di Cesarò,
appunto - per lanciare un progetto
turistico per la nostra area che
punti sulla tipicità dei nostri
prodotti genuini e sulla bellezza
del territorio. E' vero, tutti all'inizio
pensavano che il discorso dovesse
finire
nel solito mare di Sicilia e quando
capivano che era di tutt'altro che
parlavamo erano prima stupiti, poi
molto interessati».
I sindaci sono andati, quindi, a
proporre un'idea di turismo molto
attraente per chi in Europa da anni
si muove ormai cercando luoghi nuovi,
originali, che garantiscano genuinità
di prodotti e ospitalità di un certo
livello, ma molto legata alla natura.
«Oggi c'è stato un notevole sviluppo
di strutture di agriturismo a Cesarò,
così come negli altri comuni - spiega
Caputo - e si tratta di strutture
che sono integrate nell'ambiente,
curate, spesso, nei minimi particolari,
anche nel rispetto delle tradizioni,
nell'arredamento, così come, ovviamente,
nell'offerta dei cibi, dalla prima
colazione alla cena».
E' così, e Caputo si sente di sottoscrivere
un'assicurazione che vale per tutti:
«I turisti da noi trovano sempre
prodotti tipici dei Nebrodi, sia
nelle strutture ricettive dove soggiornano,
che nei bar, nelle macellerie, negli
esercizi commerciali. C'è da parte
nostra una grande attenzione, perché
sappiamo che il volano del nostro
turismo è anche legato alla qualità
dell'offerta enogastronomica. E
su quella stiamo puntando e scommettendo».
Ci sono anche aspetti davvero unici,
o quasi, per lo meno nel panorama
del nostro turismo, che fanno scattare
una grande attenzione sull'area
dei Nebrodi. Il modo in cui i turisti
arrivano sin qui. «Certo,
tanti in auto - dice Caputo - alcuni
sono con comitive e viaggiano il
pullman, ma ci sono anche turisti
che arrivano qua in bicicletta.
Naturalmente vengono dai paesi più
vicini, non da lontano, ma organizzano
spesso sin dalla partenza queste
spedizioni, proprio per il piacere
di vivere per intero l'impatto con
la nostra campagna e con la natura
incontaminata».
Dopo la missione a Bruxelles, naturalmente,
i sindaci sperano che con il passare
del tempo qualcosa di concreto maturi.
Hanno lasciato biglietti da visita
ai tour operator che erano all'europarlamento,
hanno lasciato indirizzi e riferimenti
di chi può organizzare in loco l'ospitalità,
vendere pacchetti, creare i presupposti
per attrarre i viaggiatori. Naturalmente
non avendo portato sole e mare,
Caputo può dire, giustamente, che
il turismo proposto ha anche una
seconda ricaduta molto interessante
per la Sicilia.
«Il nostro è a tutti gli effetti
un turismo destagionalizzato e questo
significa che possiamo attirare
qua molti turisti anche nei mesi
in cui c'è un calo legato alle tradizionali
località estive. Da noi, al contrario,
dopo l'estate ci sono stagioni in
cui il panorama diventa straordinario,
in cui c'è l'Etna innevato e, ancora,
si può scendere sino al mare e godere
di un po' di tepore, in cui si può
vivere l'incanto di stagioni come
l'autunno e la primavera che propongono
esplosioni di colori inimmaginabili.
Aspettiamo che i tour operator comincino
a dare risposte alle nostre proposte.
Intanto abbiamo conquistato i deputati
europei e i giornalisti, speriamo
che ci facciano una buona pubblicità
anche loro».
La promozione è lanciata, tra fette
di coppa, salumi di suino nero,
lardo, pane fatto con il grano duro,
bruschette, provole e caciotte.
L'offerta ricettiva dell'area, naturalmente,
potrebbe anche aumentare, perché
oggi siamo a circa 200 strutture
a Cesarò, poco meno a San Teodoro
e altrettante in qualche altro comune,
oltre a case private che vengono
date in affitto. Ma se l'operazione-Bruxelles
dovesse andare in porto...
A. Lod.
Da sinistra:
Massimo Geraci (Direttore
Parco dei Nebrodi), Antonio
CAPUTO (Sindaco Com. di
Cesarò), Giovanni LA VIA
(Europarlamentare siciliano),
Nino FERRO (commissario
del Parco dei Nebrodi), Ernesto
DEL CAMPO (Sindaco del Com.
di Randazzo), Salvatore AGLIOZZO
(Sindaco Comune di San Teodoro)